van goghQuanto scriverò qui non vuole essere un articolo sulla nutrizione, non troverete indicazioni scientifiche, dati statistici, riferimenti a ricerche. E’ una sorta di riflessione su come all’uomo serva un nemico. Come in tutte le favole, noi siamo il protagonista buono e qualcosa ci minaccia: un terrorista, una malattia, un alimento. Immediatamente qualcuno o qualcosa si propone come il nostro paladino, come colui/colei/l’idea che verrà in nostro soccorso per farci sentire al sicuro.

Girando per un supermercato, vediamo che ormai ci sono scompartimenti interi dedicati a chi non può mangiare qualcosa. Confezioni con informative infinite, avvertenze, svariati loghi che segnalano la pericolosità del prodotto per alcuni soggetti. Quando è che siamo diventati così complicati?

La sensazione, limpida e palese, è che le stesse aziende che negli ultimi 30 o 40 anni ci hanno intossicato l’organismo con ingredienti e metodi di lavorazione non dichiarati, adesso si stiano autoproclamando tutori della nostra salute, creando appositamente per noi prodotti frutto di miracoli, dal latte senza latte alla farina senza farina.  Nemico sempre più potente, il glutine. Talmente potente da aver assunto ormai un’accezione esclusivamente negativa, avendo conquistato anche l’interesse della categoria delle donne a dieta, notoriamente alla ricerca di qualcosa da incolpare per il fatto che “non mangio e ingrasso”.

Qualche giorno fa ho visto il video di una lezione di alimentazione tenutasi all’inizio degli anni ’90. Quando si è parlato di grano, tutti prendevano appunti in maniera naturale, non c’era il coinvolgimento che ci potremmo aspettare in una lezione simile in tempi più attuali. Oggi vedremmo mani alzate, ci sarebbero numerosi  interventi, ognuno che ha domande o testimonianze su grano, glutine, carboidrati e intolleranze correlate. Alla frase “il grano è ottimo per la panificazione perché contiene glutine” nessuno ha avuto niente da replicare. Perché per loro il glutine era solo un componente della farina di frumento, non il demonio.

Cerchiamo di non focalizzarci solo sulla parola “glutine”. Cerchiamo di ricordare l’immagine di un campo di grano, della bellezza di una spiga.  Quello non è il nostro nemico, o almeno non è il nemico di tutti. Ci sono allergie e intolleranze reali e conclamate, ci sono malattie metaboliche, ma ci sono anche tanti problemi che si potrebbero evitare, semplicemente seguendo un’alimentazione migliore.  I prodotti a base di farina doppio zero possono arrivare a farci male perché è la farina che è prodotta in modo malsano, non perché il grano faccia male a priori.

Se proprio dobbiamo incolpare qualcuno, incolpiamo l’uomo, incolpiamo tecniche di coltivazione intensive, veleni, modificazioni genetiche. Incolpiamo i metodi di produzione, i trattamenti chimici. Cerchiamo di capire che se si coltiva in maniera naturale, se si rispettano i tempi e le necessità della pianta, se un prodotto è davvero buono a livello nutrizionale, non può costare pochi centesimi.

Se però vogliamo pagare poco, vedere una farina di un bel bianco ottico, soffice e candida, che si conservi all’infinito nella nostra dispensa, siamo liberissimi di farlo ma prendiamoci le nostre responsabilità, e accettiamo che un giorno potremo non stare bene, e avere bisogno di fare esami noiosi e costosi o rinunciare per sempre a determinati cibi.

 

Scegli di vivere come vuoi, ma fallo con consapevolezza.         

Quando il grano diventa un nemico
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